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Category: Eventi

Color Mundi

FRANCO SUMMA – OPERE SEGNICHE

La costante di Franco Summa, uno dei maggiori artisti italiani, è sempre stata quella di operare su contesti ambientali, sia interni che esterni, riproponendoli intensificati nelle valenze estetiche-simboliche per una lettura più attenta dei luoghi della vita.

In questo importante evento neretese Summa riconferma la sua scelta di impegno proponendo opere di forte valenza “segnica” sia all’interno dello spazio della White Hall Factory, che al suo esterno. Ed è proprio il senso dell’intervento realizzato all’esterno sulla facciata della contigua piccola ex chiesetta a proporsi come fulcro significante del suo intervento.

Ogni parte di città, secondo Summa, merita di essere considerata nella dimensione essenziale di una unità globale significante in tutte le sue dimensioni componenti, dalle estetiche alle memoriali alle sociali; nessuna dimensione urbana può essere considerata senza importanza.

La città, richiede la medesima cura compositiva, organizzativa e artistica in tutte le sue parti, anche quelle delle zone periferiche che spesso si tende a trascurare ritenendole marginali e indifferenti. L’opera inserita nel contesto ambientale in cui è ubicata la White Hall Factory si prospetta come un segno dal forte impatto visivo. Oltre che operare una sorprendente trasfigurazione della piccola architettura, da tempo abbandonata all’incuria, indica una possibile via per restituire senso all’intero contesto ambientale di anonimi capannoni industriali.

È necessario, sembra dirci l’artista, ripensare quei luoghi nella dimensione di una armonia estetica; far apparire anche qui la bellezza sconfiggendo la mancanza di attenzione progettuale che genera ambienti di lavoro respingenti, talora ostici ed invivibili. Una forma circolare rosso violaceo contenuta in un cerchio più grande rosso arancio, nel quale si insinua, fino a toccare il cerchio più piccolo, un rettangolo di quell’arcobaleno che, dalla metà degli anni settanta, appare nelle opere d’arte di Summa.

Va notato, però, che, significativamente, non si tratta di un arcobaleno “naturale”, con la gamma dei sette colori, che appare nel cielo piovoso, bensì un elemento artistico, un “arcobaleno culturale” realizzato componendo una doppia serie di dodici colori saturi alternati secondo uno ordine significante.

L’opera si “manifesta” prospettandosi come oggetto in sé, ma anche quale “centro” di una forma in “movimento” che include, attraverso un alternarsi di espansioni centrifughe e attrazioni centripete, quale susseguirsi di respiri, gli elementi plastici architettonici e naturali presenti nel contesto “rinnovandoli” alla vista, ma anche al pensiero.

L’opera si rivela, dunque, come proposta per una possibile rigenerazione del contesto ambientale attraverso l’arte della immagine e del pensiero. Viene ad indicare la possibilità di ridare forma all’informe della zona industriale attraverso un necessario ripensamento e riprogettazione con arte dell’intera area.

In consonanza con l’opera ambientale esterna, all’interno dello spazio espositivo Summa presenta una serie di dipinti appartenenti a due cicli “segnici”: “Alla Ricerca del Segno Perduto” e “Segnaletica Spirituale”. Le opere “segnaletiche” risalgono ai primi anni settanta del secolo scorso quando l’autore aveva già compiuta la sua scelta di direzione operativa: la città come campo per l’attuazione del proprio impegno artistico.

Esse erano pensate come “controsegnaletica” rispetto ai segnali stradali. Elaborate attraverso un “generatore” di sua creazione, le immagini sono state materialmente realizzate come serigrafie su carta; in quegli anni di accensioni di ideali e speranze per un mondo nuovo, Summa compie la scelta di ristabilire un contatto diretto con il “pubblico” superando gli esigui numeri di coloro che frequentano le gallerie d’arte; portando le opere artistiche all’esterno, fissandole sui muri di luoghi sociali urbani: una piazza, un mercato coperto, un portico pilastrato per aprire un dialogo direttamente con i cittadini.

Cosicché, se i segnali stradali “indicano”, “obbligano”, “avvertono”, “vietano”, l’inserimento nella città di queste immagini, prive di un codice di interpretazione razionale stabilito e noto, determina una attrazione-attenzione che si risolve in un movimento interno, una emozione accesa della enigmatica ma espressiva composizione forma-colore.Le opere in mostra, dipinti con tecnica acrilici e olio su tela, evidenziano la potenza evocativa-espressiva del colore.

Le variazione dei colori su un medesimo disegno creano immagini “segnaletiche” che esitano risultati sostanzialmente differenti, rendendo evidente come il colore riesca ad incidere profondamente sulla forma plastica riconfigurandone ogni volta il senso. Questi quadri “Spirituali” sono “Segni” significanti che sollecitano pensiero ed emozione.L’altro ciclo, quello de “Alla Ricerca del Segno Perduto” sono opere che presentano composizioni di segni e forme sostanzialmente, almeno all’apparenza, astratte organizzate nelle dimensioni di una rigorosa spazialità cromatica.

Anche qui l’interrogativo suscitato dalla figurazione astratta trova riposo, risposta e indirizzo di lettura nel titolo. Il titolo, infatti, in queste opere è parte costitutiva del significante, di cui come parte letteraria interagisce significativamente con l’emozione visiva.

 

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L’ARTISTA: FRANCO SUMMA

Franco_SummaNasce a Pescara e dopo la Maturità Classica (Liceo G. D’Annunzio) frequenta Lettere ne “La Sapienza” di Roma laureandosi con una tesi in Estetica. Ha insegnato Discipline Pittoriche nel Liceo Artistico e tenuto lezioni e corsi nella Facoltà di Architettura di Pescara e di Roma, nella Facoltà di Lettere di Chieti, nella Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Siena e nella Accademia di Belle Arti Brera di Milano “Il colore come qualificazione dell’Ambiente Urbano”.La sua attività artistica sviluppa, dalla metà degli anni Sessanta, una ricerca sul rapporto uomo-ambiente, che ha trovato negli spazi urbani uno specifico campo di intervento.

A partire dagli anni sessanta ha realizzato, in varie città, numerose opere ambientali sia temporanee che stabili come “Ipotesi di Galleria Comunitaria” a Pescara nel 1968, “Piazzetta Rossa” a Pejo, “Un arcobaleno in fondo alla via” nel 1975 a Città Sant’Angelo, “Le Parole vivono nella Realtà le Cose nella Mente” a Castel di Sangro nel 1976, “La Porta del Mare” nel 1993, “Essere” nel 1994, “Laudato sì” nel 2000 a Pescara; “La Raccolta” nel 2006 a Bolognano; “Preludio” nel 2006 a Montesilvano; “Amare Progettare Essere” a Bolognano e Chieti nel 2009; “La Vita è Sogno la Vita è Segno” a Spoleto nel 2010, “Un Arcobaleno sulla Via” a Roma nel 2010, “Arcobalenobelisco” a Bolognano nel 2011, “L’Angelo della Rivelazione” nel 2014 a Castelvecchio Subequo.

La sua prima presenza in manifestazioni artistiche significative risale al 1964, con la partecipazione, su invito di Giulio Carlo Argan, alla mostra “Strutture di Visione” di Avezzano;
a questa sono seguite molte altre mostre in Italia e all’estero tra cui: “Proposte Uno” (primo premio con Pino Pascali) Avezzano, 1965; “La Biennale di Venezia” 1976 (“Silenzio rosa”); “La Biennale di Venezia” 1978;
“Triennale di Milano” 1979, “International Art Exhibition”, Slovenj Gradec 1980;

“Documenta Urbana”, Kassel 1980; “Wir Anderen”, Regensburg 1982; “O territorio: pratica artistica e projectaçao”, Sao Paulo, Rio de Janeiro 1983; “Arte in Italia 1958 – 1985”, Bacoli 1985;

“Itinerari Paralleli”, Neuchatel, Hamilton 1987; “Premio Michetti”, 1988 (premiato); “Abitare con Arte”, Milano 1990 /92; “Abitare il Tempo”, Verona 1989, 1994, 1995; “Le Temps de l’Ailleurs” nella Galleria Lara Vincy a Parigi 1994; “Live Ceramic Art” ad Artefiera Bologna 1996 e al Trevi Art Museum; “Design og identitet” al Louisiana Museum di Copenaghen 1996; “Pastor Angelicus” nella Vetrina 133 dell’Archivio Arte Contemporanea Crispolti su via di Ripetta, Roma 2008; “L’Arte della Città” presentazione e mostra delle opere ambientali urbane nella Facoltà di Architettura Valle Giulia di Roma 2008/9; “Die Stadt als Kunst” nell’Istituto Italiano di Cultura a Vienna nel 2009; “Un Arcobaleno sulla Via” Roma 2009/2010; “Quali Cose Siamo” Triennale di Milano nel 2010/2011; “Abitare l’Utopia” Verona 2010, “Terra Uomo Cielo – Arcobalenobelisco” Bolognano 2011; “La Biennale di Venezia” 2011.

Hanno documentato la sua attività le riviste Domus, Casabella, Modo, Interni, Segno, Bolaffi Arte, AD, Controspazio, L’Architettura, Data, Progettare in più, Interni, Arte, L’Arca, Area, Via e, con particolare attenzione, Art Action Partecipation di Frank Popper (Edition Klinksieck, Parigi 1980) i volumi di Enrico Crispolti Extra Media (Studio Forma editrice, Torino 1978 ), La Pittura in Italia Il Novecento terzo volume (Electa Milano 1994), il Disegno del 900 (Electa Milano1993); Giorgio Di Genova Storia dell’Arte Italiana del Novecento Generazione anni Trenta (Edizioni Bora Bologna 2000).Del suo lavoro hanno scritto, tra gli altri, Giulio Carlo Argan, Maurizio Fagiolo, Gillo Dorfles, Giuseppe Gatt, Lara-Vinca Masini, Frank Popper, Alessandro Mendini, Franco Purini, Filiberto Menna, Italo Tomassoni, Claudio Spadoni, Carmelo Strano, Maurizio Vitta, Pierre Restany, Paola Pallottino, Renato Minore, Guglielmo Gigliotti, Silvia Pegoraro, Luciano Marziano, Giorgio Bonomi, Gianfranco Baruchello, Plinio Perilli, Manuela Crescentini, Lucia Giardino.Ha pubblicato: “Atri, Loreto, Penne centri storici per una alternativa ambientale”; “12 Antiche chiese d’ Abruzzo” 1976;

“Arte e Città, appunti di arte ambientale” Edizioni Centro di Documentazione Arti Visive, Pescara 1987; “La Città della Memoria”, edizioni Mazzotta, Milano 1986, “Town Art” edizioni Carsa, Pescara 1992, “Monumenti Urbani e Monumenti domestici” Edizioni Grafiche Ballerini Pescara 1996, “L’Arte della Città” Edizione Regione Abruzzo Settore Cultura; “La Vita è Sogno la Vita è Segno” Edizioni Tracce Pescara 2000. “Poeticamente Abita l’Uomo” Edizioni Modo Milano 2003, con Renato Minore “I profitti del Cuore” Edizioni Libri Scheiwiller Milano 2005, “Town Art L’Arte della Città” Edizioni Gangemi Roma 2006.

Nutrire i Sensi

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Le emozioni di un aperitivo con gli artisti del cibo e del vino

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Fantapaesaggi

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